Montappone, dal Medioevo al Regno d’Italia.

Come riporta (Frontoni 2000, pg. 13) le prime notizie relative a Montappone risalgono al 1055, quando il Castello risulta sotto il dominio dei Vescovi di Fermo.

Nel XIII secolo Folco, signore di Massa e discendente della famiglia Nobili Brunforte, cede al fratello Ricciardo il Castello di Montappone con i villaggi di Podiolo e Montapponello (oggi Gagliano e S. Giorgio).

Nel 1291 gli viene assegnato il titolo di marchesato da papa Niccolò IV.

Verso il XIV secolo il Castello viene completamente distrutto da Gentile da Mogliano, e ricostruito dai montapponesi nel 1371 su licenza del cardinale Pietro di Estaing con l’obbligo di rimanere sotto il dominio di Fermo.

Di fatto il vincolo di giurisdizione accosto alla città fermana, anche se con alterne vicende, rimane inalterato fino al XVIII secolo.

In particolare, per un breve lasso di tempo, il nuovo Castello finisce sotto il feroce dispotismo di Rinaldo da Monteverde, dopo di che, nel XV secolo, deve far fronte alle angherie della guerra tra Francesco Sforza e Niccolò Piccinino. Nella seconda metà del XV sec., a causa di una forte carestia, Montappone viene inserito nella lista dei territori a cui requisire le provviste di grano per la città di Fermo.

Come avviene per gli altri Castelli, sotto il dominio di Fermo, anche Montappone risulta governato da un Vicario.

Nel 1808, con l’arrivo del Regno d’Italia, vengono riuniti al Municipio di Montappone i centri di Massa e Monte Vidon Corrado.

Nel 1816, ripristinato il potere pontificio, diventa sede del Governatore del Distretto, trasferito poi a Falerone.

Nel 1827 ha sede un Podestà con giurisdizione anche su Massa.

Con i plebisciti per l’annessione al Regno d’Italia, svolti nelle Marche nel 1860, le vicende del paese diventano strettamente dipendenti da quelle del nuovo Stato nazionale.

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