Carlo Crivelli e il Polittico di Massa Fermana

Originario di Venezia, dove nacque intorno al 1430, diventa nel corso degli anni il più importante artista attivo sul bacino dell’Adriatico, se si esclude la Laguna Veneta.

L’educazione artistica di questo pittore, uno dei più singolari di tutto il Quattrocento, si svolge probabilmente a Padova in prossimità della bottega di Francesco Squarcione, forse a fianco del coetaneo dalmata Giorgio Schiavone. Nulla di sicuro tuttavia sappiamo sulla giovinezza dell’artista, poiché il primo documento che lo riguarda è del 1457 e si riferisce ad un processo ed a una condanna per adulterio in quanto innamorato della moglie di un marinaio veneziano. La vicenda del concubinato desta parecchio scandalo e con tutta probabilità è il motivo per cui il Crivelli si allontana dalla sua città natale, senza farne mai più ritorno.

Lo troviamo quindi a Zara forse ancora accanto allo Schiavone e infine nelle Marche, dove nel 1468 firma il polittico di Massa Fermana, sua prima opera datata, ancora legata al mondo padovano. In particolare abbiamo che le opere di questo periodo gravitano tutte intorno alla città di Fermo come il Polittico di Porto San Giorgio del 1470.

Molto probabilmente il Crivelli, pur viaggiando di frequente, non varca più i confini delle Marche, compiendo il suo lavoro artistico sempre più isolato e lontano dalla contemporanea pittura veneta. Pur nel suo isolamento dalle grandi correnti dell’arte rinascimentale, Crivelli si rinnova continuamente con originalità e una ricerca mai interrotta. La sua arte resta sempre in bilico tra le innovazioni prospettiche e un sontuoso decorativismo di natura tardogotica.

Dal 1473 i documenti indicano una sua residenza stabile ad Ascoli, quando esegue il Polittico della cattedrale di Sant’Emidio, opera insieme di raffinatissima eleganza e di ossessiva espressività. La sua permanenza in città viene suffragata nel 1478 dall’acquisto di una casa.

Successivamente appaiono significativi alcuni suoi soggiorni a Camerino , città particolarmente viva dal punto di vista culturale, dove nel 1482 firma il Polittico di San Domenico.

In tarda maturità accoglie anche alcune novità esterne, come la pala d’altare contro l’andatura del ripetitivo polittico. Ne è un esempio mirabile l’Annunciazione di Ascoli del 1486, dove l’artista mostra piena padronanza delle recenti innovazioni rinascimentali.

Con l’avvicinarsi della vecchiaia, l’artista risulta in continuo movimento tra Camerino, Pergola e Fabriano. Sotto queste circostanze si inserisce la concessione del titolo di “miles” da parte di Ferdinando d’Aragona, futuro Re di Napoli: da allora in avanti Crivelli si fregia sempre del titolo nella firma delle sue opere.

La morte viene datata tra il completamento della Pala di San Francesco a Fabriano e la richiesta, nel Settembre del 1495, da parte del fratello Vittore di essere dichiarato erede universale.

Per quanto riguarda il Polittico di Massa Fermana datato 1468, esso è un dipinto a tempera e oro su tavola conservato nella locale Pinacoteca Civica. Si tratta della prima opera del pittore nelle Marche, e la sua importanza risiede anche nella possibilità di datare il rientro dell’artista in Italia. La tradizione vuole che esso sia stato commissionato da un conte Azzolino di Fermo, signore anche di Massa.

Il polittico è composto da cinque pannelli principali con al centro la Madonna col Bambino e ai lati i santi Giovanni Battista, Lorenzo, Silvestro e Francesco. Tre sono le cuspidi con al centro la Pietà e quattro gli scomparti della predella.

Mentre i Santi laterali mostrano una maggiore continuità dei modi padovani, la figura della Vergine risulta addolcita di una tenerezza che si ritroverà nelle opere mature del Crivelli contro invece le Madonne del periodo padovano e zaratino.

In posizione preminente intorno alla Vergine compaiono i due Santi titolari della locale chiesa parrocchiale, il diacono Lorenzo e papa Silvestro, mentre alle estremità, su di un aspro piano roccioso si ritrovano i due predicatori San Giovanni Battista e San Francesco che riceve le stigmate.

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